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24 Marzo 2017

La grandezza e bellezza di Venezia risplende a Gerusalemme: una mostra celebra questo antico e ricco legame

Il 9 Marzo, presso il Salone della Curia della Custodia di Terra Santa nel Convento di S. Salvatore a Gerusalemme, alla presenza del Custode di Terra Santa fra Francesco Patton, fra Stéphane Milovitch (direttore dei Beni Culturali della Custodia di Terra Santa) e del Console Italiano di Gerusalemme, Fabio Sokolowicz, è stata inaugurata la mostra “Tesori veneziani a Gerusalemme: sulle tracce del leone”, allestita in occasione dei festeggiamenti dei cinquecento anni del Ghetto ebraico di Venezia. Un’idea nata come spiega Sara Cibin, curatrice della mostra: “anche come un omaggio a Venezia e alla sua lunga storia di amicizia con la Terra Santa, alla luce dei suoi numerosi antichi ed evidenti legami con essa”. L’evento si è realizzato, infatti, grazie alla collaborazione tra il Terra Sancta Museum, Biblioteca e l’Archivio generale della Custodia Terrae Sanctae, Associazione pro Terra Sancta, e il Museo Arte Italiana Ebraica “U. Nahon”, curato dalla direttrice Andreina Contessa.

La mostra espone per la prima volta e in via del tutto eccezionale, alcuni dei preziosi oggetti donati dalla Repubblica di Venezia a Gerusalemme e in particolar modo ai Francescani della Custodia di Terra Santa, in virtù del legame che per secoli i veneziani hanno intessuto nei confronti dei Luoghi Santi. Sin dal XII sec. fino al XVIII sec., Venezia ha assunto spesso il ruolo di Advocata Terrae Sanctae, protettrice di tutti coloro che intraprendevano la grande Peregrinatio. Lo dimostrano ad esempio le parole del Sultano Melek-el-Adel Seifed-Din al Doge Pietro Ziani: “omnes qui vadunt in peregrinationem ad Sanctum Sepulchrum cum Veneticis sint salvi et securi in personis et rebus”. Il prestigio politico-commerciale e la straordinaria azione diplomatica verso i diversi sovrani musulmani, resero Venezia per molto tempo la porta privilegiata del Medio Oriente. Fu soprattutto grazie all’intervento dei baili (i diplomatici veneziani) e del Commissariato veneto in Terra Santa che oggi possiamo ancora visitare due tra i più importanti monumenti della cristianità: il Santo Sepolcro e la basilica della Natività, che rischiarono di essere distrutti nel corso del XVI secolo. Questo straordinario legame ricco di scambi è testimoniato dai tesori che ancora oggi possiamo ammirare.

La mostra si compone, infatti di magnifici paramenti come il preziosissimo “parato di Venezia” (un set di paramenti liturgici del 1669-1675, in stile barocco, ricamato in oro e argento su velluto), argenteria di alta oreficeria (un splendido turibolo del XVI sec., splendidi candelieri e lampade), vasi dell’antica e celebre farmacia del Convento, ceramiche e maioliche tardorinascimentali, studiate dall’archeologa Stefania Peluso. Di grande interesse sono alcuni dei documenti e libri esposti, come la prima traduzione di una grammatica ebraica in latino (composta da Abraham de Balmes nel 1523); il libro delle Condotte, un registro dei beni arrivati in Terra Santa (ad esempio ci testimonia l’arrivo del Parato di Venezia); due firmani ottomani che sottroscrivono la protezione dei Francescani e cristiani e dei loro Luoghi ottenuti attraverso la diplomazia veneziana; diari di viaggio illustrati come quello famoso attributo a Gaspar Noè.

Emblema che unisce questi oggetti è il leone, simbolo di San Marco di Venezia. Questo marchio, presente su ricami, punzoni, vasi, candelieri, ci permette di riconoscere le tracce di questa lunga storia, presentando le ricchezze che la Serenissima ha lasciato in dono a questa città.

Ancora oggi, chi percorre Gerusalemme ovest e la centrale Giaffa Street è attratto da un grande leone, che domina il tetto di un palazzo degli anni Trenta. Quello che potrebbe sembrare il Leone di Giuda, simbolo di Gerusalemme, si mostra invece come il Leone di San Marco, che domina il vecchio palazzo delle Assicurazioni Generali, oggi sede di uffici governativi…quasi come se dopo secoli il leone di Venezia si mostrasse ancora simbolo di protezione per Gerusalemme.

L’invito della mostra è ripercorre la grandiosa storia della Serenessima in Terra Santa, seguendo le orme del leone, dal porto di Venezia sino alle porte di Gerusalemme.

 

La mostra è aperta al pubblico, gratuitamente, fino al 22 Aprile:

ogni giorno dalle 8 a.m.-18.00 p.m.

Sabato 8 a.m. – 12.30

(Domenica chiuso)

 

Corrado Scardigno