I Tesori del Santo Sepolcro: perché l’arte conta ancora in tempi di guerra
Nonostante la guerra incomba sulla Terra Santa, parte del team del Terra Sancta Museum – Art & History si è recata negli Stati Uniti. Fra Stéphane Milovitch, Presidente del Consiglio di Amministrazione del Terra Sancta Museum, e Claudio Domeneghetti, Project Coordinator, sono arrivati in Texas, a Forth Worth, per partecipare alla presentazione alla stampa e alla cerimonia di apertura della mostra “The Holy Sepulcher: Treasures from the Terra Sancta Museum, Jerusalem”, tenutasi al Kimbell Art Museum il 15 marzo.
In esposizione fino al 28 giugno, la mostra riunisce una notevole selezione di oggetti provenienti dalla collezione del Terra Sancta Museum – Art & History. Tra questi figurano paramenti, oggetti liturgici e oltre sessanta opere straordinarie realizzate in argento massiccio, oro e smalto, impreziosite da pietre preziose, oltre a vesti riccamente ricamate con fili d’oro e d’argento. La mostra è stata curata da Xavier F. Salomon della Frick Collection, in collaborazione con Benoît Constensoux e Jacques Charles-Gaffiot.
Attraversando il confine giordano e facendo tappa a Parigi lungo il percorso, il team è infine giunto in Texas in tempo per l’anteprima stampa, guidata da Eric Lee, Direttore del Kimbell Art Museum.
George Shackerfield, vicedirettore del Kimbell Art Museum, ci ha offerto la sua opinione su questa inaugurazione:
“The Holy Sepulcher: Treasures from the Terra Sancta Museum” presenta opere d’arte che raramente sono visibili al pubblico al di fuori del contesto di una cerimonia religiosa. Poter avvicinarsi alle opere, apprezzare la maestria degli orafi e degli artigiani tessili tra il XVI e il XVIII secolo è una vera opportunità.
Per il Kimbell, è un’occasione per esporre tipologie di arte ecclesiastica che non fanno parte della nostra collezione, rappresentando quindi un’esperienza nuova per la maggior parte dei nostri visitatori.
Sorge quindi un’ulteriore domanda attorno alla collezione: perché l’arte sacra conta ancora nel mondo odierno sempre più secolarizzato e cosa può ancora dire al mondo:
“I nostri visitatori, indipendentemente dalla loro fede, apprezzeranno la devozione che sta dietro la creazione delle opere esposte. È la devozione del re e della regina, dell’imperatore o dell’imperatrice, o della repubblica cattolica che originariamente le ha commissionate. Ma è anche la devozione degli artigiani che le hanno realizzate: orafi, scultori, designer, tessitori, ricamatori.” – ha dichiarato Shackerfield. “In breve, tutti coloro che hanno reso possibile queste opere -questo traspare nella loro bellezza come opere d’arte.”
È importante per il Terra Sancta Museum presentare queste mostre itineranti internazionali. Proprio come la Frick Collection, la collezione Treasures of the Holy Sepulcher ricorda ai nostri sostenitori, finanziatori e follower quale sia la vera missione del Museo: portare il ricco patrimonio custodito dalla Custodia di Terra Santa oltre le sue mura, affinché possa essere conosciuto e apprezzato da un pubblico più ampio. I numerosi doni offerti nei secoli dai regni europei alla Custodia testimoniano una straordinaria ricchezza artistica, una notevole maestria artigianale e una profonda devozione alla tutela dei Luoghi Santi. Per questo motivo consideriamo essenziali le nostre collezioni itineranti: ci permettono di condividere una parte del Museo con il mondo, continuando al contempo la missione della Custodia di proteggere il patrimonio della Chiesa fin dall’inizio della sua presenza in Terra Santa.
In questi tempi difficili, segnati da conflitti in tutto il mondo, noi, come team, ci sentiamo spinti a chiederci cosa possa fare l’arte di fronte alla guerra. Claudio, nostro Project Manager, ha dichiarato con fermezza:
“Credo che l’arte non sia solo importante nei tempi difficili e oscuri, ma davvero essenziale. Arte e cultura non sono semplici forme di intrattenimento; sono il risultato di abilità e intelletto, di amore e sofferenza, di fede e dolore. Nell’essere umano, tutto questo trova espressione in ciò che chiamiamo arte. Non si vive di solo pane: facciamo esperienza del mondo attraverso i sensi, il cuore e la memoria, e l’anima — al centro di questa esperienza — ha bisogno di nutrimento. Questo nutrimento passa attraverso i sensi che ci sono stati dati, e, riflettendo il Creatore, anche l’essere umano tende a creare. È così che nasce l’arte, come nutrimento per l’anima. Proprio come la luce è stata creata dalle tenebre, così anche l’umanità crea la propria luce nei momenti di oscurità”.
Ed è qui che entra in gioco la missione del Museo:
“Vogliamo preservare, esporre e custodire un particolare tipo di arte: quella che splende e irradia bellezza. Le mostre che curiamo ne sono testimonianza. Ciò che il TSM, Terra Sancta Museum, conserverà è una bellezza che rappresenta la più alta espressione della fede profonda degli artigiani: radicata a Gerusalemme, città di morte e di vita, città di redenzione.
Oggi, dunque, non stiamo semplicemente creando un museo; stiamo creando uno scrigno che mostrerà al mondo ciò che la fede in Cristo è stata -e continua a essere- capace di creare, piuttosto che distruggere.”



