7 Giugno 2019

Quando le reliquie della Custodia di Terra Santa manifestano la filosofia del Terra Sancta Museum

di EMILIE REY

Venerare la reliquia di un Santo significa riconoscere il valore di quest’ultima come testimonianza di fede nel nome di Gesù, esprimendo il desiderio di imitarlo pregando Dio attraverso la sua intercessione. Esploriamo la collezione delle reliquie della Custodia di Terra Santa.

Guillaume Saint-Didier, volontario DDC, è arrivato presso la Custodia a marzo 2018. “Quando ho scoperto il dipartimento dei Beni Culturali, ho chiesto come avrei potuto essere utile e ho ricevuto dei cartoni pieni di reliquie lasciate da fra Cristoforo Alvi dopo la sua partenza dal Convento di San Salvatore”. Guillaume non lo sapeva ancora ma si stava per lanciare in un lavoro meticoloso che lo avrebbe impegnato per molti mesi. La collezione di reliquie della Custodia raccoglie infatti più di 1300 pezzi nel solo convento di San Salvatore.

Concretamente, bisognava classificare le reliquie in ordine alfabetico “santo per santo”, fotografarle e quindi creare una scheda per ogni reliquario in modo che fossero inseriti nel database della Custodia. Tuttavia, per molte di loro, non si conosceva la provenienza. “Pochissime reliquie hanno i certificati di autenticità e il certificato più vecchio risale al 1790. A volte gli atti erano separati dalle reliquie e nella maggior parte dei casi assolutamente inesistenti. Bisognava essere quindi molto cauti e, considerata la mia formazione da archeologo, ho lavorato con spirito critico visto che in molti casi si potevano fare solo supposizioni e che, nel Medioevo, era molto diffuso il traffico di reliquie” continua Guillaume.

Le nuove reliquie che arrivano in Terra Santa sono ormai tracciate. Lo scorso novembre, le suore francescane che gestiscono Maria Bambina – la casa dei volontari della Custodia – hanno celebrato la loro santa patrona, Elisabetta d’Ungheria. Per questa occasione, grazie al lavoro di classificazione svolto, Guillaume ha reso possibile l’esposizione della reliquia della santa durante la celebrazione. “Nessuno sapeva che avevamo una reliquia di Santa Elisabetta, questo lavoro ha permesso di far luce sulla ricchezza della nostra collezione” così afferma fra Stéphane Milovitch, direttore dell’ufficio dei Beni Culturali della Custodia di Terra Santa.

Guillaume ci mostra un reliquiario originale contenente 365 santi per i 365 giorni dell’anno, secondo l’organizzazione del vecchio calendario e le solennità dei Luoghi Santi. “Questi beni sono peculiari della Custodia, ci sono numerosi frammenti di pietre prelevati dai santuari e anche l’acqua del Giordano contenuta in una fiala”. Tra qualche giorno celebreremo la festa della Pentecoste. “Stiamo celebrando la nascita della Chiesa di Cristo che è nata qui, a Gerusalemme. Dopo la lapidazione di Santo Stefano, i primi cristiani hanno lasciato Gerusalemme dando vita a diverse comunità. La Chiesa universale si andava così arricchendo di una moltitudine di chiese sorelle. La Chiesa di Gerusalemme è quindi locale ma conserve ancor’oggi un carattere universale” spiega il francescano, esperto di liturgia.

La raccolta delle reliquie della Custodia di Terra Santa è “la dimostrazione di ciò che è la Chiesa di Gerusalemme: abbiamo testimonianze legate alla nascente chiesa come le reliquie dei santi del Nuovo Testamenteo e quelle dei santi che hanno sostenuto la crescita della Chiesa locale di Gerusalemme, tra cui Santo Stefano e i padri della Chiesa, ma abbiamo anche le reliquie di sorella Miriam Bawardi, carmelitana palestinese, cattolica di rito greco, canonizzata nel 2015”. Non sarebbe corretto pensare che la raccolta contenga solo reliquie di santi latini visto che la Chiesa di Gerusalemme è stata segnata da una pluralità di riti, ragion per cui la Custodia conserva quindi le reliquie di santi siriani, bizantini, melchiti e armeni. Gerusalemme, centro della fede cristiana, non smetterà mai di ricevere le reliquie di santi da ogni parte del mondo: Santa Teresa di Gesù Bambino, il beato curato d’Ars, i gesuiti martirizzati in Giappone, i Martiri di Gorcum, fino a Giovanni Paolo II. “Proprio come i pellegrini vengono dal mondo intero, così le reliquie dei santi giungono qui da ogni parte della terra” continua fra Stéphane.

Durante le sue ricerche, Guillaume si è anche emozionato nello scoprire le reliquie di alcuni santi a lui cari come “San Martino di Tours perchè vivevo a Tours; San Marcellino Champagnat, un santo della mia regione, la Loira, fondatore dei fratelli Maristi; San Theophane Venard, martire del Vietnam, originario di Saint-Loup-sur-Thouet, nel Poitou, dove ho vissuto” commenta divertito.

Fra Stéphane aggiunge che “queste reliquie non sono opere d’arte e quindi non possono avere un posto nel museo ma mostrano comunque la filosofia del Terra Sancta Museum. Un museo dov’è testimoniato questo movimento perpetuo: il Vangelo esce da Gerusalemme e tutto ritorna a Gerusalemme”. E Guillaume conclude “Ciò che rende affascinanti i Santi è che ci mostrano che è possibile essere santi. Queste numerose reliquie fanno parte della storia di questa Terra, una devozione e una manifestazione di fede che risale ai primi secoli e che continua ancora oggi. Sono sorpreso dalla venerazione delle reliquie qui in Terra Santa in occasione di ogni grande solennità”. Questo è quindi un tema che ispira molto il nostro archeologo che sta già sognando di scrivere un articolo su questa collezione mai studiata e che aspetta di essere raccontata al resto del mondo.

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