9 Febbraio 2024

Quando il Terra Sancta Museum mette insieme pellegrini di ieri e di oggi

di MAYA ABU HANI

Uno dei grandi successi del 2023 è stato produrre quei contenuti multimediali che permettono ai visitatori di immergersi nell’epopea umana del viaggio Venezia-Gerusalemme, esperienza propria di un passato ormai remoto. Andiamo dietro le quinte del museo, per vedere come sono stati creati questi contenuti multimediali. Lo facciamo in compagnia di Béatrix Saule, Presidente del Comitato Scientifico del museo!

EMOZIONI AL SERVIZIO DELLA COMPRENSIONE

La decisione di inserire contenuti multimediali nel Terra Sancta Museum non è una novità. Sono già stati sperimentati al museo archeologico della Flagellazione, con l’obiettivo di raccontare a quante più persone possibile la storia cristiana della Città Santa. Le prime valutazioni su quello che sarà il pubblico del futuro Museo d’Arte e Storia ci suggeriscono che sarà composto da persone con grandi differenze anagrafiche, di provenienza geografica, e anche con una diversa conoscenza di base della storia e della cultura cristiana. Béatrix Saule, anima del progetto, ci confessa la sua filosofia: “Quando crei un progetto pensi al visitatore e lavori per garantire che la visita gli risulti armonica. Ci devono essere momenti salienti ma anche momenti di riposo”.

Nel museo archeologico della Flagellazione è già disponibile il materiale multimediale.

È nata così l’idea di una stanza Immersive che trasporta il visitatore di oggi nell’esperienza umana e spirituale dei pellegrini del passato. Per l’occasione, Béatrix ha formato un gruppo di lavoro con molteplici competenze: scenografia, teatro, produzione audiovisiva e comunicazione.

Tali contenuti multimediali saranno inseriti nella sezione dedicata alla storia e alle missioni della Custodia, in particolare all’attività di ospitalità dei pellegrini. “Non abbiamo molti lavori da presentare, e poiché è un argomento che tocca l’aspetto umano, dovevamo dargli vita, altrimenti rischiava di rimanere molto freddo. Racconteremo ai visitatori un viaggio. Chiediamo loro di accompagnarci da Venezia a Gerusalemme in un momento in cui era molto difficile essere pellegrino, quando non eri mai sicuro di tornare a casa! L’ospitalità dei francescani era questione di vita o di morte. Abbiamo voluto condividere l’emozione: dalla paura durante la lunga traversata, quando si incappava nei pirati, alla gioia di arrivare a Gerusalemme.”. Per fare questo, il team del museo ha optato per un formato breve, di 4 minuti, senza voce fuori campo, ma privilegiando la musica.

È in questa vasca, donata dal Portogallo nel 1673, che il Custode di Terra Santa lavava i piedi dei pellegrini al loro arrivo a Gerusalemme.

LA QUESTIONE DELLA VERIDICITÀ STORICA 

Per concepire l’intreccio narrativo di questo percorso multimediale e ricercando l’accuratezza storica, Béatrix Saule si è lanciata con entusiasmo nella lettura di decine di resoconti di pellegrini, dal XVI al XVII secolo. “I viaggi di frate Félix Fabri in Oriente (1480-1483)”, un domenicano svizzero, hanno attirato la sua attenzione. “Abbiamo un resoconto molto preciso, datato, estremamente concreto e molto vivo!”, dice entusiasta Béatrix Saule. A quel tempo, i pellegrinaggi si svolgevano solo tra maggio e luglio, per motivi di navigazione. “Non abbiamo imbrogliato!” Béatrix ha aggiunto: “Abbiamo fatto un pellegrinaggio molto particolare, utilizzando le date esatte di questo viaggio per mostrare la sua reale durata”. L’altro “reperto” di Béatrix Saule sono  le incisioni nella “Peregrinatio in Terram Sanctam” dell’ecclesiastico tedesco Bernard de Breydenbach, pubblicata nel 1486. Lei lo descrive così: “è il primo resoconto di pellegrinaggio illustrato ed  un vero e proprio monumento di bellezza, unico nel suo genere. È diventato un bestseller. Breydenbach ha trovato un pittore eccellente e la qualità delle incisioni è magnifica”.

Restava però il problema di mettere le mani su questa ricchezza visiva senza eguali! La Custodia ne conserva una copia nella sua biblioteca ma è incompleta e in bianco e nero. “Si dà il caso che ne esistesse  una copia nella Bibliothèque Nationale de France, a Parigi, colorata e quindi ancora più attraente delle altre. Allora mi sono recata dal conservatore responsabile della riserva dei libri rari – ci racconta Beatrix –  Siamo scesi nella riserva e abbiamo trovato ciò che volevamo”. Grazie ad una collaborazione iniziata nel novembre 2021, il Terra Sancta Museum ha potuto acquisire queste lastre in altissima definizione. Sono sei, per la precisione, e mostrano le città di Venezia, Corfù, Candia (Creta) e Rodi, mentre la mappa della Palestina viene utilizzata per illustrare i dettagli di quattro sequenze: l’arrivo del pellegrino a Giaffa , la saluta a Gerusalemme, la prima apparizione di Gerusalemme (Montjoie), l’accoglienza al Monte Sion e la facciata del Santo Sepolcro.

Con il resoconto dettagliato e l’iconografia alla mano, Béatrix Saule si è rivolta a coloro che avrebbero dato corpo a questo progetto, il team dello Studio Base 2 di Milano. Il resto nella prossima puntata. Continuate a seguirci…

Video prodotto per la mostra BNF “Imprimer! Le sacre peregrinazioni dell’autore itinerante Breydenbach
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