Enabel supporta il futuro sostenibile del Terra Sancta Museum Art & History
Al centro della strategia ambientale del futuro Terra Sancta Museum c’è un principio semplice: lavorare con l’edificio storico, anziché trasformarlo. L’approccio è guidato da Perrot & Richard insieme all’ingegnere Gildas Geffroy, incaricato di individuare il sistema di ventilazione più adatto e, di conseguenza, di determinare come mantenere stabili le condizioni ambientali.
Il punto di partenza è l’edificio stesso. Il monitoraggio condotto durante tutte e quattro le stagioni, attraverso nove sensori interni e un sensore esterno di riferimento, ha raccolto circa 370 giorni di dati sul modo in cui gli spazi storici reagiscono all’ambiente circostante. I risultati mostrano una notevole inerzia termica: le variazioni giornaliere della temperatura sono di circa 1°C all’interno, rispetto ai circa 6°C all’esterno.
Questi risultati sostengono un approccio basato sulla valorizzazione del comportamento ambientale già esistente dell’edificio, attraverso una ventilazione naturale controllata, anziché imporre un nuovo microclima mediante sistemi tecnici estesi. Scelta per il suo approccio meno invasivo ed ecologico, la ventilazione naturale permette di preservare in larga misura l’edificio storico, senza modificarne la struttura esistente. Sebbene questo metodo sia meno comunemente utilizzato al di fuori dell’Europa, è stato scelto consapevolmente per il futuro museo. Gestire il rapporto tra l’ambiente interno e quello esterno è quindi essenziale per preparare gli spazi storici alla loro futura funzione museale.
Il 10 agosto 2026, rappresentanti di Enabel, della Custodia di Terra Santa, del team di supervisione e dell’impresa incaricata dei lavori si sono riuniti presso il Convento di San Salvatore per un sopralluogo che ha segnato l’inizio di una nuova fase nello sviluppo del futuro Terra Sancta Museum Art & History.
A seguito di una gara d’appalto, il progetto da 150.000 €, finanziato dalla cooperazione belga attraverso Enabel Palestine, sosterrà interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni ambientali del futuro museo. L’intervento si concentra in particolare sulla realizzazione di un nuovo lucernario nella Sala 4, uno degli spazi storici che entreranno a far parte del museo.
Sebbene l’intervento possa apparire come un’opera architettonica specifica, esso risponde a un’esigenza fondamentale del futuro museo: creare le condizioni necessarie per conservare ed esporre le preziose collezioni all’interno degli spazi storici di San Salvatore. Il nuovo lucernario contribuirà a regolare il rapporto tra gli spazi museali e l’ambiente esterno, favorendo condizioni climatiche interne più stabili e creando un ambiente adatto sia alle collezioni sia ai visitatori.
Il progetto rappresenta quindi una delle numerose misure tecniche e conservative necessarie per trasformare gli spazi storici di San Salvatore in un museo capace di custodire e valorizzare le collezioni della Custodia.
Il progetto si inserisce nella lunga storia di cooperazione tra Belgio e Palestina, avviata nel 1997. Attraverso Enabel, il Belgio sostiene l’istruzione e lo sviluppo delle competenze, rafforza le amministrazioni locali e i servizi pubblici, promuove lo sviluppo economico e contribuisce alla costruzione di città sostenibili. Enabel sostiene inoltre la rigenerazione economica dei centri storici delle municipalità locali, inserendo la valorizzazione del patrimonio all’interno di una più ampia visione di sviluppo locale sostenibile.
È in questo più ampio contesto che prende forma il futuro Terra Sancta Museum Art & History, nello storico Convento di San Salvatore, nel cuore di Gerusalemme. Il museo fa parte di un patrimonio vivo che riflette la storia e la diversità culturale della Palestina e la sua apertura creerà un nuovo punto di accesso a questo patrimonio per visitatori, comunità locali, studenti e future generazioni. Il sostegno al Terra Sancta Museum rappresenta quindi un’espressione concreta dell’impegno del Belgio, attraverso Enabel, a rendere il patrimonio accessibile e a contribuire alla vita culturale della Palestina. Investendo nelle infrastrutture necessarie alla preparazione del museo, il progetto contribuisce a creare le condizioni affinché questo patrimonio possa essere condiviso, vissuto e trasmesso.
Per il Terra Sancta Museum, questa partnership dimostra come la cooperazione internazionale possa contribuire non solo alla tutela del patrimonio culturale di Gerusalemme, ma anche a rendere la storia e la cultura palestinesi più accessibili al pubblico. L’investimento di 150.000 € sostiene lavori che potranno rimanere in gran parte invisibili ai futuri visitatori, ma che saranno essenziali per ciò che un giorno potranno vivere: collezioni conservate in condizioni adeguate, spazi storici riportati alla vita e un museo capace di accogliere comunità locali, pellegrini e visitatori da tutto il mondo.
Il Terra Sancta Museum prende forma a partire da queste fondamenta. Partnership come questa dimostrano come gli investimenti nelle infrastrutture del patrimonio possano contribuire a trasformare un edificio storico in un museo vivo, custodendo il passato e preparandolo a essere condiviso con le future generazioni. Il continuo sostegno dell’Unione Europea e di Paesi come il Belgio sarà essenziale per portare a compimento questo ambizioso progetto.



