20 Aprile 2026

Avanzamento del Terra Sancta Museum Art & History: primo Comitato Scientifico del 2026

di CECILIA FRATERNALE
ll Comitato Scientifico discute i punti.

Più di trenta membri del Comitato Scientifico del Terra Sancta Museum si sono riuniti a Parigi il 16 marzo 2026, partecipando dall’Italia, dalla Francia, da Gerusalemme e da altri Paesi. Riunendo un gruppo eterogeneo di esperti e collaboratori, l’incontro ha rappresentato un momento cruciale per fare il punto sui progressi e definire la prossima fase di questo ambizioso progetto museale.

Durante la sessione è stata confermata una tappa fondamentale: l’avvio ufficiale della fase di progettazione finale (PRO) il 23 aprile 2026. Questa fase aprirà la strada alla consegna dei documenti di gara (DCE) entro la fine dell’anno, dopo la validazione locale degli studi. La supervisione tecnica è stata affidata all’ing. Jawad, garantendo continuità e coordinamento interno all’interno della Custodia.

La strategia di costruzione riflette sia considerazioni pratiche sia finanziarie. Il sito sarà sviluppato in quattro aree operative, consentendo flessibilità nell’implementazione e nella gestione dei flussi finanziari. Tra queste, la Sala 21 emerge come prioritaria: uno spazio indipendente e adattabile, concepito come hub per il coinvolgimento della comunità e la presentazione del progetto, anche prima del completamento del museo.

Particolare attenzione è stata dedicata alla conservazione dell’integrità architettonica degli spazi sotterranei. Piuttosto che affidarsi a sistemi meccanici complessi, una nuova strategia ambientale sfrutta la naturale stabilità termica del sito — mantenendo una temperatura costante intorno ai 14°C. Ciò ha portato alla decisione di passare da un sistema meccanico di estrazione dei fumi a uno naturale, riducendo la necessità di infrastrutture invasive e allineando conservazione e sostenibilità.

Oltre agli aspetti tecnici, l’incontro ha evidenziato la forte dimensione esperienziale del museo. Il percorso espositivo è concepito non solo come un viaggio visivo, ma come un’esperienza multisensoriale. I visitatori incontreranno spazi in cui gli oggetti sono accompagnati da suoni e profumi — come incenso e nardo — creando una connessione emotiva e culturale più profonda con le opere. Un’illuminazione studiata nei dettagli arricchirà ulteriormente questa esperienza, valorizzando sia gli oggetti sia gli ambienti, nel rispetto dei rigorosi requisiti di conservazione di materiali delicati come i tessuti.

Una delle discussioni più affascinanti si è concentrata sul Tesoro di Betlemme e sulla ricostruzione di un organo medievale proveniente dalla Basilica della Natività. Questi manufatti del XII secolo rappresentano un patrimonio archeologico unico. Il progetto mira a creare un facsimile pienamente funzionante dell’organo, combinando analisi scientifica e restauro sperimentale. Studi metallografici in corso suggeriscono che le canne possano provenire dalla Francia settentrionale, mentre il processo di ricostruzione tiene attentamente conto dei materiali per garantirne la conservazione. L’installazione finale sarà non solo visiva ma anche sonora: i visitatori potranno ascoltare melodie medievali, come Benedicamus Domino, riportando in vita il passato attraverso il suono.

Guardando al futuro, il museo sta ampliando anche la propria infrastruttura digitale. È in sviluppo un nuovo sito web concepito come piattaforma di rete, in grado di collegare diversi siti e collezioni, mentre un sistema centralizzato di biglietteria semplificherà l’accesso tra luoghi come Nazareth, Betania e Gerusalemme. L’obiettivo è lanciare sia il sito sia il portale delle collezioni entro la fine del 2026.

Un ulteriore traguardo è già in programma: l’installazione di nuove finestre a lucernario è prevista per l’estate 2026, segnando un progresso visibile nella trasformazione del sito.

Nel complesso, l’incontro ha riflesso un forte slancio e una visione condivisa: creare un museo che non sia solo un luogo di conservazione, ma anche di esperienza, ricerca e connessione — capace di coinvolgere pubblici diversi rimanendo profondamente radicato nel patrimonio della Terra Santa.

Il Comitato Scientifico discute in presenza e anche online.  
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