3 Marzo 2020

Dall’Ecole di Chartres a Gerusalemme per studiare un codice del XV secolo

di ELEONORA MUSICCO

Intervista a Geneviève Alday, studentessa di archivistica e paleografia a Parigi, arrivata a Gerusalemme per far ricerca su un antico codice dell’Archivio della Custodia di Terra Santa.

I frati francescani custodiscono i luoghi santi da 800 anni. Immaginate la mole di documenti che si può raccogliere in tutto questo tempo! Carte sciolte, firmani del periodo ottomano, volumi rilegati, fotografie… tanto materiale, tutto raccolto nell’Archivio della Curia Custodiale con sede nel convento di San Salvatore a Gerusalemme. Un immenso patrimonio archivistico che attira l’attenzione di esperti provenienti da tutto il mondo che, con il loro studio, aiutano ad ampliare la conoscenza della storia dei francescani in questa terra.

Geneviève Alday è una di questi esperti. Studentessa al secondo anno della prestigiosa Ecole Nationale des Chartes di Parigi, che forma ogni anno i migliori professionisti francesi della cultura, Geneviève è arrivata dall’Europa per trascorrere un periodo di studio a Gerusalemme.

Qual è lo scopo dei tuoi studi all’interno dell’Archivio della Custodia di Terra Santa?

Attualmente sto lavorando al Codice A, un manoscritto latino della fine del XV secolo, che sto trascrivendo e traducendo in francese. Si tratta dei privilegi concessi ai Francescani di Terra Santa dai Papi tra il XIII e il XV secolo. È un opera particolarmente interessante perché l’autore, Cristoforo da Varese – un frate inviato in missione presso la Custodia negli anni Settanta del Quattrocento – prima ha raccolto tutte le bolle papali e le lettere riguardanti i Minori di Terra Santa,e poi le ha commentate per giustificare ogni privilegio concesso aiutandosi con estratti del diritto canonico, contenuti nel Corpus Iuris Canonici.

 

Perchè l’Archivio della Custodia di Terra Santa è tanto importante?

I documenti medievali conservati nell’Archivio – le copie delle bolle papali ma anche questo manoscritto – sono di reale interesse per capire come l’Ordine di San Francesco sia riuscito a stabilirsi in Terra Santa in modo permanente e legale, in un contesto difficile di guerre e crociate. Studiando i documenti si può osservare la politica messa in atto dai papi che si sono succeduti nel corso di tre secoli per incoraggiare i Frati Minori a stabilirsi in queste terre infedeli, come vengono chiamate nei documenti.

 

Quali sono i tuoi desideri per il futuro di questo studio e quali sono i prossimi passi da compiere per la prosecuzione del lavoro?

Prima di tutto, Fra Sergej (fra Sergey Loktionov, direttore dell’Archivio Custodiale, ndr) vorrebbe fare una pubblicazione completa del Codice A. Per questo cercherò di finire la traduzione del manoscritto una volta tornata a Parigi.Da parte mia, questo lavoro è stato una nuova esperienza che mi ha fatto scoprire una parte affascinante della storia dei francescani e di Gerusalemme. Per questo motivo, sarei molto felice di tornare in Custodia per avere la possibilità di lavorare di nuovo, sia con uno stage, sia, chissà, con
una tesi che mi permetta di approfondire le mie ricerche in questo campo.

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