26 Agosto 2019

Lavorare per “rendere la storia viva, tangibile e comprensibile”. In arrivo la quinta riunione del Comitato Scientifico del Terra Sancta Museum

Si aprirà ufficialmente il 24 Settembre il quinto Comitato Scientifico del Terra Sancta Museum e dall’occidente arriveranno a Gerusalemme i 23 membri dell’equipe che dal 2017 si occupa di studiare le collezioni della Custodia di Terra Santa e di lavorare in preparazione dell’apertura della sezione storica del museo.

Studiosi e direttori di Museo provenienti da Francia, Italia, Spagna, Austria, Polonia e Stati Uniti si riuniranno per discutere i problemi concernenti le opere d’arte che i francescani custodiscono da 800 anni e come valorizzarle al meglio nel futuro Museo.

Nelle precedenti riunioni tenutesi a Parigi e a Gerusalemme, il Comitato Scientifico aveva affrontato diverse tematiche quali la selezione delle opere da mostrare in museo, lo studio della collezione, la museografia e la diagnostica architettonica del museo fino a discutere di questioni più approfondite quali la scelta delle vetrine, l’illuminazione, la conservazione ed il restauro delle opere. A tal proposito la Custodia ha instaurato un rapporto di collaborazione con l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, prestigiosa istituzione romana che attualmente ha in restauro alcune delle opere che saranno esposte nel Terra Sancta Museum e che torneranno a Gerusalemme entro la fine dell’anno.

Béatrix Saule, Direttrice conservatrice generale onoraria del Castello di Versailles, Jaques Charles-Gaffiot, Storico dell’arte e specialista di iconografia, e George Al’Ama, collezionista e specialista di arte palestinese, durante una riunione del Comitato Scientifico nel 2018

 

Durante queste giornate di lavoro gerosolimitane i membri del Comitato saranno aggiornati sui progressi fatti dall’inzio dell’anno fino a settembre nella catalogazione del patrimonio della Custodia e nella costruzione dei primi ambienti del futuro museo. Si discuterà inoltre dei temi da svilupparsi nelle singole sale del museo dedicate ai doni che i reami europei vollero far pervenire ai frati francescani nel corso dei secoli.

Padre Stéphane Milovitch, direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali della Custodia di Terra Santa e specialista in liturgia, con i membri del Comitato Scientifico

Ogni studioso tratterà delle aree geografiche di cui è esperto. Così per Spagna e Portogallo interverrà José Manuel Luis Valdovinos, Professore di storia dell’arte all’Université Complutense de Madrid, per la Francia Michèle Bimbenet, Conservatrice generale del dipartimento degli Oggetti d’Arte del Museo del Louvre, e Danièle Veron Denise, conservatrice onoraria del patrimonio al Castello di Fointainebleau. Per il Sacro Romano Impero esporranno il loro contributo Paulus Rainer, Conservatore del Kunsthistorisches e direttore emerito del Kunskammer di Vienna, e Benoit Constensoux, Storico dell’arte della galleria Kugel di Parigi e per la Polonia interverrà Przemyslaw Mrozowski, Direttore generale onorario del Castello reale di Varsavia. Del nord Italia, ed in particolare della Repubblica di Venezia, della Lombardia e della Liguria tratterà la direttrice del Castello e del parco di Miramare di Trieste Andreina Contessa e per lo Stato Pontificio interverrà Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani. La trattazione del territorio italiano si chiuderà con il contributo di Jacques Charles Gaffiot e Antonello Ricco, entrambi storici dell’arte, che parleranno del reame di Napoli.

Le giornate di lavoro si fanno attendere nell’entusiasmo generale dei partecipanti: “In questo progetto, stiamo lavorando con una fantastica collezione e con fantastici colleghi per creare una grande visione. Non vogliamo niente di meno che rendere la storia viva, tangibile e comprensibile. Sono le opere d’arte uniche e il luogo incomparabile ad essere ambasciatori e testimoni di questa storia. Respirano lo spirito del passato, un passato che è il fondamento del nostro essere di oggi. Basta mostrare il luogo e le opere per raccontare la loro storia e imparare dai loro messaggi. Può darsi che saremo in grado di restituire un pezzo di storia comune a tutta l’umanità. Questo è il nostro compito” ha dichiarato Paulus Rainer.

Ha espresso l’orgoglio di poter partecipare al progetto “Terra Sancta Museum” anche Gael de Guichen, che interverrà in qualità di Consulente per la direzione generale del ICCROM (Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali con sede a Roma): “Quando mi è stato chiesto di entrare nel Comitato Scientifico, ho subito accettato perché ho capito immediatamente la portata unica di questo progetto: far conoscere, attraverso la valorizzazione di una collezione eccezionale e del tutto sconosciuta, la presenza e il ruolo fondamentale dei francescani a Gerusalemme fin dal XIII secolo”.

È con questo spirito dunque che anche a Gerusalemme si attende il Comitato Scientifico, nella speranza che il progetto possa continuare a crescere di giorno in giorno con il sostegno e il contributo di chiunque ami la Terra Santa.

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