31 Gennaio 2024

Lo studio di architettura Perrot & Richard entra nel progetto del Terra Sancta Museum

di AUGUSTIN BERNARD

Il Terra Sancta Museum è entrato nella fase di costruzione grezza la scorsa estate, dopo un periodo di studio e smantellamento dei suoi futuri spazi. In questa occasione, lo studio d’architettura Perrot & Richard, specializzato in progetti di valorizzazione del patrimonio culturale, si è unito ai team già al lavoro su questo importante progetto. Abbiamo incontrato gli architetti Florent Richard e Lorraine Abu Azizeh nel loro ufficio parigino.

Fondato dall’architetto capo dei monumenti storici Alain-Charles Perrot e dall’architetto per il patrimonio Florent Richard, questo studio è specializzato da trent’anni nella valorizzazione e conservazione del patrimonio. Si è affermato come uno dei protagonisti del settore, con interventi in monumenti francesi prestigiosi come l’Opera Garnier, la Sainte-Chapelle o la Comédie Française.

L’architetto del patrimonio Florent Richard

Quest’area di competenza altamente specifica richiede di lavorare all’interno di un quadro rigoroso in cui il rispetto per il passato permea il progetto durante tutta la sua realizzazione. Questa esigenza è al centro della professione di Florent Richard, che afferma: “Quando si interviene su un edificio esistente, bisogna essere ancora più ingegnosi di fronte a un contesto di massima limitazione. Non si possono utilizzare soluzioni ripetitive in situazioni sempre diverse. Siamo professionisti su misura“.

Questa competenza su misura è esattamente ciò di cui ha bisogno il Terra Sancta Museum, visto che il museo storico prende vita all’interno del convento francescano di Terra Santa. Questo ex convento georgiano, acquistato nel 1559 dai Frati Minori dopo la loro espulsione dal Monte Sion da parte della potenza ottomana, oggi ospita un centinaio di frati e una parrocchia di migliaia di fedeli. Il Terra Sancta Museum deve integrarsi armoniosamente in questa vita comunitaria, garantendo al contempo la conservazione ottimale delle collezioni in un edificio dalla complessa stratificazione storica.

“Contribuire alla nascita di questo museo significa fare qualcosa di utile”

L’importanza di conoscere un progetto e i suoi promotori risulta evidente quando Florent Richard ricorda la sua scoperta del museo. È stato durante un viaggio organizzato nel novembre 2022 dalla Fondazione Mansart, impegnata nelle sfide della conservazione e della valorizzazione del patrimonio e sostenitrice del Terra Sancta Museum, che Florent Richard ha visitato Gerusalemme. Lì ha scoperto con entusiasmo l’allestimento di un museo nel cuore della Custodia di Terra Santa: “Questo progetto è stupefacente: è stato affascinante vedere una tale quantità di oggetti che raccontano secoli di storia diplomatica, politica, artistica e spirituale di Gerusalemme. Siamo coinvolti in qualcosa di molto potente!

Questa scoperta ha portato a un accordo contrattuale, il 3 agosto 2023, tra il museo e lo studio Perrot & Richard, a cui è stata affidata la gestione del progetto, che era diventato troppo ambizioso per la piccola équipe dell’Ufficio tecnico della Custodia, già impegnata in una sessantina di santuari e altri progetti di edilizia popolare. Tutto ha inizio con la commissione di un rapporto di audit approfondito e l’assunzione di Lorraine Abu Azizeh, un architetto del servizio tecnico della Custodia di Terra Santa incaricato di seguire il cantiere del museo per due anni. In questo modo, il Terra Sancta Museum beneficia a Parigi della continuità delle competenze acquisite a Gerusalemme.

La prima fase di questo lavoro ha visto gli architetti dello studio e i consulenti recarsi a Gerusalemme alla fine di settembre. Per Florent Richard e Lorraine Abu Azizeh è stata l’occasione per: “mobilitare un intero settore di competenze al servizio di questo progetto (acustica, illuminazione…) in una città unica al mondo e attraversata da molteplici sfide“. Il sopralluogo ha permesso di effettuare un’analisi con l’ausilio dell’ingegneria moderna e di realizzare un rilievo fotogrammetrico completo con tecnologia immersiva, consentendo di lavorare a distanza con strumenti all’avanguardia. “Non sapevamo quando saremmo potuti tornare, sia per le nostre altre attività sia perché non sapevamo quando i nostri referenti avrebbero potuto essere presenti o meno. Siamo arrivati come se fosse la prima e l’ultima volta per una missione di tre giorni, dormendo pochissimo la notte: il nostro periodo di capitalizzazione è sempre molto breve per difendere al meglio la causa che ci è stata affidata“, racconta Florent Richard.

I risultati di questa verifica sono stati presentati al comitato scientifico alla fine del 2023. Suggeriscono piste di riflessione e di approfondimento su temi cruciali: la gestione dei flussi di visitatori e degli accessi al museo, il trattamento dell’aria, l’armonizzazione dei livelli dei piani per consentire al maggior numero possibile di persone di visitare il museo e l’ampliamento delle strutture tecniche. Queste linee di lavoro saranno al centro di 2024, che vedrà la realizzazione concreta di studi approfonditi. Le ricerche mobiliteranno quindi architetti, ingegneri strutturali e fluidodinamici, tecnici competenti in acustica, progettisti illuminotecnici ed economisti edili, in stretta collaborazione con lo scenografo. I laboratori che riuniscono questi professionisti si terranno a cadenza settimanale a Parigi, il primo dei quali si è svolto il 16 e 17 gennaio alla presenza di una parte dell’équipe di Gerusalemme.

Riunione di lavoro a Parigi con lo studio di architettura

La strada è stata tracciata: entro la fine dell’anno, la Custodia si aspetta quello che in gergo edilizio si chiama “pro DCE” (DCE è l’acronimo francese per Dossier de consultation des entreprises, ossia Fascicolo di consultazione delle imprese), che è l’ultimo passo prima dell’avvio della consultazione con le imprese che realizzeranno i lavori della terza fase del progetto. Per ora, Florent Richard sta impegnando tutte le energie: “È un progetto che ci sta molto a cuore e sappiamo che questo luogo ci trasformerà, contribuire alla nascita di questo museo significa fare qualcosa di utile!“.

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