7 Febbraio 2022

Storie palestinesi. I legami tra i francescani e le comunità locali attraverso le collezioni del Terra Sancta Museum.

di OLIVIER RENARD, LUCIE MOTTET

Dal loro arrivo in Terra Santa nel XIII secolo, i francescani sono stati strettamente coinvolti nella vita dei loro contemporanei, in aree che vanno ben oltre i servizi spirituali e liturgici. Dalla fornitura di assistenza medica all’apertura di scuole, la Custodia di Terra Santa ha svolto molte attività al servizio delle comunità locali. Tra questi, l’introduzione e lo sviluppo di importanti mestieri, oggi considerati come elementi essenziali del patrimonio culturale palestinese.

Il Terra Sancta Museum ripercorre questa storia presentando nella sua futura sezione storica diversi oggetti storici e artistici che testimoniano i costumi locali e la vita quotidiana durante i secoli.

I firmani

I firmani

Il Terra Sancta Museum conserva molti documenti legali ufficiali, alcuni dei quali sono di particolare importanza storica e saranno in esposizione. Tra questi, i firmani sono l’equivalente dei decreti emessi dai governanti dei paesi di diritto islamico. Le capitolazioni, invece, sono un particolare tipo di contratto concluso tra l’impero ottomano e le potenze europee (in particolare la Francia), che ha contribuito a migliorare la situazione e la protezione dei cristiani (locali o pellegrini) all’interno dell’impero. Questi documenti non solo attestano le relazioni tra la Custodia e i poteri locali, ma sono soprattutto una preziosa testimonianza della storia dei francescani in Terra Santa e delle attività dei frati nei vari santuari della Palestina. Oggi, il loro valore legale è ancora riconosciuto.


[1]: Capitolazione firmata nel 1673. Conferma in particolare i beni posseduti dai francescani a Gerusalemme e in particolare nel Santo Sepolcro, permette loro di produrre vino e garantisce che ogni tassa sarà pagata una sola volta.
[2]: Firmano che conferma la lunga presenza dei francescani a Nazareth, 1627.

La farmacia

La farmacia

Oltre al lavoro artigianale, i frati erano anche coinvolti nella fornitura di medicine per i malati. Numerose foto d’archivio mostrano la vecchia farmacia di San Salvatore e i frati in attività di cura. Queste testimonianze saranno esposte accanto a una ricca collezione di più di quattrocento vasi apotecari e vasi in maiolica del XVIII secolo, in una scenografia immersiva che offrirà una ricostruzione storica della farmacia.
Oltre ai vasi, saranno presentate anche le pinze eucaristiche utilizzate per dare la comunione ai malati di peste.


La tipografia

La tipografia

Nel XIX secolo, la Custodia di Terra Santa installò nei suoi edifici una macchina da stampa che utilizzava caratteri arabi, ebraici, latini, greci, copti e armeni. Le sue stampe rivelano molti aspetti della vita degli abitanti di Gerusalemme nel XIX secolo. Il primo libro stampato nel 1847 fu un catechismo in arabo e italiano, ma in seguito le stampe variarono dai menù dei ristoranti alle guide turistiche, ai biglietti da visita. I registri menzionano anche la stampa dei Corani e degli orari del Ramadan per gli sceicchi delle moschee di Gerusalemme, talvolta pubblicati gratuitamente!


Le icone

Le icone

L’arte dell’icona è un elemento essenziale della cultura delle comunità cristiane orientali. La Custodia ha una vasta collezione di icone della scuola copta, greca e russa, così come della scuola araba.
Un esempio è questa grande icona, lunga quasi due metri! Composta da una moltitudine di scene del Nuovo Testamento, fu prodotta a Gerusalemme nel 1890.

Il registro sacramentale

Il registro sacramentale

Un altro documento che attesta la ricca storia dei cristiani in Terra Santa è il registro sacramentale di Betlemme, in cui sono riportati tutti i battesimi. Registrazione storica della vita parrocchiale e, più in generale, della vita della comunità cristiana in Palestina, questo tipo di registro funge da certificato di nascita per ciascuno dei parrocchiani registrati, agli occhi dei vari regimi politici che si sono succeduti nel corso dei secoli.
Oggi, questi documenti sono ancora utili in Terra Santa: a differenza dei paesi europei, per esempio, i diritti personali sono ancora di competenza delle istituzioni religiose.


L’oreficeria

L’oreficeria

I paesi del Medio Oriente sono stati rinomati per la loro lavorazione del metallo fin dal Medioevo, grazie – ad esempio – all’opera dei ramai siriani del XIII secolo. Quest’arte della lavorazione del metallo si è perpetuata fino ai giorni nostri e le collezioni dei Francescani di Terra Santa includono alcuni pezzi importanti con decorazione in filigrana del XVII secolo.

Il museo presenterà un bruciatore d’incenso ovoidale poggiante su tre gambe curve con decorazione barocca a fogliame e il suo supporto, un grande vassoio tripode circolare. La forma di questo set è basata su un modello comune nell’Impero Ottomano.

Un altro pezzo, un aspersorio, anch’esso in argento con decorazione in filigrana, è particolarmente interessante per lo stile della sua decorazione. Potrebbe essere stato fatto da argentieri armeni che lavoravano in Egitto durante il dominio ottomano. Questo aspersorio è ancora usato dai francescani per i riti del Venerdì Santo al Santo Sepolcro.

Una lampada da santuario, di epoca posteriore, fu donata a Betlemme nel 1890. La sua elaborata decorazione in filigrana ricorda lo stile di lavorazione del legno dell’Egitto mamelucco. La sua forma riproduce quella delle lampade usate nelle chiese del Medio Oriente. Un’iscrizione in arabo è incisa sulla parte centrale della lampada: “Offerta di Khalil e Jiries, figli di Yacoub Elias Dabdoub. Grotta della Vergine. Anno 1980”. Questa lampada testimonia la presenza di comunità arabe cristiane, così come la relazione tra le diverse comunità all’interno dell’Impero Ottomano.

Copricapi e gioielli palestinesi

Copricapi e gioielli palestinesi

Il museo si è recentemente arricchito di una rara collezione di copricapi e gioielli palestinesi, che testimoniano in particolare le usanze relative al matrimonio.

Questo tipo di copricapo, in particolare, veniva consegnato dallo sceicco alla sposa nel giorno del suo matrimonio. Prodotti dalle donne cristiane di Betlemme, furono poi indossati soprattutto dalle donne musulmane di Hebron. Per realizzarli potevano essere necessari dai 4 ai 5 kg di argento. Oggi, solo dodici esemplari sono conservati nelle collezioni dei musei di tutto il mondo, tra cui uno nel Terra Sancta Museum.


Per quanto riguarda i gioielli, il Terra Sancta Museum ha una collezione di collane e catene fatte di monete. Prodotte in particolar modo durante il periodo ottomano, le monete utilizzate provenivano talvolta dall’Europa, portate dai vari viaggiatori, pellegrini o commercianti di passaggio durante l’anno. In questi monili non è raro trovare il profilo dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria o lo stemma borbonico del re Filippo V di Spagna.

Madreperla

Madreperla

La lavorazione della madreperla fu introdotta dai francescani alla fine del XVI secolo, in particolare a Betlemme. Questo mestiere ha dato lavoro a molti cristiani in Terra Santa e ha sviluppato un commercio su larga scala nei luoghi santi. Reliquiari, modellini, piccoli mobili e souvenir di pellegrinaggio sono prodotti ancora oggi e sono riconosciuti come veri e propri capolavori per la loro raffinata fattura.

Questo modello del Santo Sepolcro (in legno d’ulivo, madreperla, avorio ed ebano) è stato prodotto in un convento francescano di Gerusalemme o Betlemme. Mostra la forma dell’edificio prima dell’incendio del 1808. Un esempio simile si trova anche nel Castello di Versailles in Francia, prova del successo e della fama di questo tipo di arte nel XVII secolo.



Questo reliquiario in legno d’olivo e madreperla (XVI o XVII secolo) è uno dei pezzi più antichi della nostra collezione. È decorato con rosette e piccole croci. Alla base del reliquiario c’è il motivo della “Conformità francescana”, ossia l’emblema dell’Ordine dei Frati Minori.

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