20 Maggio 2022

Tra i fili e le sete: il museo al servizio del restauro

di LUCIE MOTTET

Le collezioni tessili in un museo sono tra gli oggetti più delicati da conservare. Il team del Terra Sancta Museum vi dedica infatti tutta la sua attenzione. Oggi vi portiamo in un luogo unico, lontano dal trambusto dei pellegrini, dalle Monache Adoratrici del Santissimo Sacramento, alla Grotta del Latte di Betlemme…


Nell’aprile 2022, il Terra Sancta Museum ha ampliato il suo campo di competenza grazie all’arrivo di Anastasia Ozoline, specialista nel restauro dei tessuti. Ozoline ha lavorato in passato al Musée des Tissus di Lione e al Musée du Louvre ed è attualmente conservatrice al Palais Galliera, il museo della moda e del costume della città di Parigi. Lì ha incontrato fra Stéphane Milovitch, l’attuale direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali della Custodia di Terra Santa. In quell’occasione, fra Stéphane le aveva detto: “Sei la persona giusta per me” e – qualche peripezia da Covid più tardi – Anastasia Ozoline è arrivata a Gerusalemme e poi a Betlemme, dalle Monache Adoratrici della Grotta del Latte. La comunità di suore ha restaurato in passato diversi paramenti, in particolare per la mostra “Tesori del Santo Sepolcro” tenutasi al Castello di Versailles nel 2013. Lo scopo di questa prima visita è quello di incontrare le monache e introdurle alle nuove tecniche di restauro dei tessuti in modo che possano continuare a prendersi cura delle collezioni del museo.

I primi legami con le monache vengono stretti attorno ad un armadio pieno di rocchetti di filo, accuratamente disposti per colore. “I fili di seta sono perfetti”, dice la specialista, che ha portato con sé altri fili di diverso calibro: “Quando restauriamo un brandello di tessuto che ha una fessura, ad esempio, mettiamo una toppa di supporto sotto e teniamo insieme il tutto con fili di seta sottili come capelli, in modo che il rattoppo sia  invisibile.”

Una monaca apre un secondo armadio che sembra una scatola del tesoro: questa settimana il compito è quello di restaurare il bordo di una dalmatica con fili d’oro consumati. Le monache imparano a riordinare tutti i fili d’oro con un paio di pinzette, a fissarli provvisoriamente con spilli da entomologi e poi a fermarli con un punto di restauro. Grazie a questa tecnica saranno in grado di lavorare sul restauro dei fili d’oro di altre vesti in modo indipendente.

Una lampada di precisione, tavoli da lavoro, macchine da cucire per i tessuti di supporto…tutto è al suo posto – o quasi, e Anastasia Ozoline ha portato alcune cose per arricchire il laboratorio. Questa settimana le suore stanno provando un’attività quasi culinaria: tingere fili e campioni di seta con polveri colorate e acqua demineralizzata utilizzando un preparato che deve essere riscaldato sui fornelli della cucina. Questa tintura di precisione permette di imitare il colore esatto del pezzo da restaurare: “Al momento stiamo lavorando con coloranti sintetici, l’obiettivo è di provare anche i coloranti naturali la prossima volta, poiché il loro colore ha una bella vivacità. Inoltre, questo è il metodo di tintura utilizzato all’epoca dei tessuti della collezione, quindi si avvicina ancora di più  allo stato originale”. 

Le monache imparano anche a formare il punto Boulogne, il punto di ricamo scelto come punto di restauro tessile. Anche se sono molto diligenti, l’atmosfera è comunque particolarmente gioiosa. “È la prima volta che riceviamo delle lezioni a questo livello di tecnicismo, eppure Anastasia spiega tutto in modo chiaro e semplice. E ridiamo molto mentre lavoriamo! Abbiamo ancora tanto da imparare: la pulizia dell’oro appannato, le tecniche di cucitura dei tessuti usurati…” dicono le sorelle Adoratrici. “Il nostro lavoro è un’estensione della nostra preghiera. Dalla preghiera dell’adorazione traiamo forza e amore per compiere tutte le nostre attività.”

La restauratrice lo conferma: “Tutta la comunità frequenta i corsi, e le monache hanno un grande potenziale. Sono molto impressionata dalla loro ricerca della bellezza in tutto ciò che fanno. C’è qualcosa di molto meditativo nel restauro tessile – nella ripetizione dei punti – che si addice molto bene a una vita contemplativa“.

(Traduzione dal francese a cura di Eleonora Musicco)

Foto : ©Lucie Mottet / TSM

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